Storia del Cashmere Come nasce La lavorazione La cura dei capi Come si riconosce Curiosità I filati pregiati Scegli la taglia

La lavorazione

Il Cashmere viene raccolto dalla capra omonima al momento della muta primaverile, in un periodo che inizia nel mese di maggio per terminare al principio dell’estate. La massima resa di vello si ha poco prima della muta effettiva, anche se questo periodo è estremamente breve.

Le modalità di raccolta del vello, antichissime e tramandate dalle tradizioni popolari, cambiano a seconda del Paese in cui l’animale viene allevato.

Ad esempio mentre in Iran ed Afganistan le capre vengono tosate, in Paesi come Mongolia e Cina si preferisce effettuare una vera e propria raccolta per pettinatura, dopo il taglio delle punte dei peli più lunghi.

Questa procedura, dopo accurata legatura dell’animale, viene effettuata con un particolare pettine ad uncino con cui mani esperte sono in grado di strappare il sottovello dalla radice, senza danneggiarlo. Tale manualità dura al massimo una mezz’ora e permette di raccogliere contemporaneamente “duvet” o “borra” (il sottopelo più morbido e pregiato) e “giarra” (il mantello più superficiale e grossolano). La pettinatura a strappo viene effettuata solo due volte, a circa tre-quattro settimane di distanza.

Il duvet migliore si ottiene solitamente da animali di 4-6 anni di vita.

Dopo questa prima grossolana raccolta, i sacchi di lana vengono trasportati a dorso di animali da soma fino ai centri di raccolta per la successiva cernita che avviene, essenzialmente, sulla base del colore e della finezza delle fibre.

Il prezioso duvet sarà, infatti, separato manualmente dalla grossolana giarra (degiarratura) determinando, evidentemente, un dimezzamento della quantità del prodotto finale e il costo notevole del morbido prodotto finale.

Si calcola, in generale, che dai 250-500 grammi di vello inizialmente ottenuti dalla pettinatura di una capra, dopo la degiarratura non ne rimangano che la metà.

Questo prodotto, detto “sucido”, ulteriormente separato da impurità, viene quindi sottoposto a lavaggio per eliminare totalmente i residui e lo sporco ed uniformare il colore. Durante questa fase sono utilizzati detergenti e ammorbidenti particolarmente delicati.

Quindi la lana, così detersa, viene centrifugata e posta ad asciugare in forni appositi.

Il prodotto finale, morbido e soffice, potrà così essere destinato all’industria tessile per il processo di filatura e, quindi, di tessitura finale.