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Curiosità sul Cashmere

Il nome

Ma come dobbiamo effettivamente chiamare la meravigliosa lana prodotta dal sottopelo della Capra hircus? Le denominazioni utilizzate in vari Paesi ed epoche per questo pregiato prodotto naturale, e tanti altri tessuti, sono state tali e tante che, nel 1973, si rese necessaria una legge che disciplinasse non solo esse, ma anche la struttura stessa dei prodotti tessili.
Così, secondo questa normativa europea, non sempre correttamente seguita, in Italia il modo commerciale corretto di definire la lana della capra Hircus è Kashmir, in Francia è Cachemire, in Germania Kaschmir, in Inghilterra e Stati Uniti Cashmere, in Olanda Kasjmier.
A quanto pare la confusione non sembra risolta nemmeno dalle leggi!!! 

Produzione media

Una piccola capretta del Cashmere, nel suo massimo splendore produttivo, non riesce a dare più di 300 grammi di prezioso vello ogni anno. Per cui, per produrre un cappotto di questo pregiato tessuto, dovremmo avere a disposizione la lana di almeno tre animali.

Quante capre del Cashmere al mondo

La stima del numero mondiale di capi appartenenti a questa razza si aggira attorno ai 104 milioni, di cui 75 milioni in Cina, 14 milioni in Iran , 9 milioni in Mongolia e 9 milioni nel resto del mondo.

Le misure della fibra

Fibra piccolissima e per questo pregiatissima, il Cashmere ha una lunghezza media che può variare dai 26 ai 60 mm e un diametro di circa 14-16 micron (millesimo di millimetro). Così, facendo due conti, per ottenere un millimetro di lana sono necessarie ben 70 singole fibre!!!

Fattori determinati la pregiatezza

Diametro e lunghezza della fibra del Cashmere sono variabili e determinate da differenti fattori:
  • Patrimonio genetico
  • Salute dell’animale
  • Altitudine dell’allevamento: ad altitudini elevate, la lana risulterà più lunga e più abbondante
  • Alimentazione: un contenuto energetico e proteico importante nel cibo ingerito dall’animale permette un maggiore ispessimento della fibra di lana.

Non infeltrisce

La lana della capretta del Cashmere non è intrisa di lanolina come accade per quella prodotta dalle pecore. Così, intrinsecamente resistente all’infeltrimento, non necessiterà durante i lavaggi dell’utilizzo di ammorbidenti arricchiti di tale sostanza.

La Pashmina

Prodotto filato per eccellenza in Cashmere e seta, questa morbidissima e caldissima sciarpa deriva il suo nome dalla parola persiana “pashm” che significa lana. Originariamente indicava una fibra tessile destinata ai reali e prodotta esclusivamente con il sottovello di una popolazione di Capra hircus che viveva esclusivamente sulla catena montuosa dell’Himalaya; essa era denominata Changthangi o Pashmina goat (capra della Pashmina).
Con il tempo, questi preziosi scialli e sciarpe hanno conquistato l’Europa e, attualmente, la definizione Pashmina ha un’accezione molto più vasta,  indicando più genericamente scialli e sciarpe dal particolare disegno.


Anche il Conte di Cavour...

...fu conquistato dalla bellezza del Cashmere e, intuendone le potenzialità economiche, cercò di allevare anche in Italia la capra che lo produceva. Ma il tentativo fallì miseramente per l’incapacità di questi animali di adattarsi alle differenti condizioni ambientali e climatiche che il nostro Paese offriva.